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  • Nicoletta Fagiolo

Il saggio: Il franco CFA, una moneta iper-coloniale


«Non è un libro contro la Francia, né contro l’Africa, ma un libro che spiega un meccanismo monetario che si può qualificare come perverso, perché blocca lo sviluppo dei paesi Africani che ne fanno parte », con queste parole l’economista Senegalese Ndongo Samba Sylla ha aperto la conferenza organizzata alla Città dell’Altra Economia a Roma il 14 maggio 2019 da Fazi editore, che ha pubblicato la versione Italiana del libro scritto assieme alla giornalista francese Fanny Pigeaud, L’arma segreta della Francia in Africa, una storia del franco CFA.[i]


L’acronimo CFA fa riferimento a due attuali unioni monetarie ed economiche nell’Africa occidentale e centrale: il franco CFA dell’Africa occidentale riunisce gli otto membri dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA)– Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo; il franco CFA centro africano comprende i sei membri della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC) – Camerun, Repubblica centrafricana, Repubblica del Congo, Gabon, Guinea equatoriale e Ciad. L’area ha oggi una popolazione di oltre 160 milioni di abitanti distribuiti in quattordici paesi.[ii]


Alla sua creazione, nel dicembre del 1945, l’acronimo CFA significava il franco francese delle colonie africane – oggi, designa il franco della comunità finanziaria africana per i paesi dell’UEMOA e il franco della cooperazione finanziaria in Africa centrale per i paesi della CEMAC.


Ndongo Samba Sylla ha lavorato nell’ambito dell’economia dello sviluppo e oggi è direttore di ricerca dell’ufficio Africa occidentale della Fondazione Rosa Luxemburg a Dakar, dunque il suo sguardo è multidisciplinare, abbracciando sia un punto di vista economico, che un’attenzione storica e geopolitica.


La giornalista Fanny Pigeaud ha già scritto ampiamente sulla storia della Costa d’Avorio, del Cameroon e del Madagascar. Le fonti del libro sono molto varie, spaziando da testimonianze dirette, (alcune anonime, ricordando l’omertà attorno al soggetto ancora presente oggi), rapporti ufficiali, resoconti storici, articoli di giornali e analisi economiche.

Sylla ci ricorda, citando l’Etica Nicomachea di Aristotele che la radice etimologica in greco per denaro è la stessa che designa la parola legge, nomos, e dunque ogni assetto monetario è necessariamente accompagnato da un assetto politico.


Il franco CFA è l’erede del franco francese imposto nei secoli passati attraverso l’uso della violenza nel vasto impero francese che si estendeva dall’Africa, all’Asia, al Pacifico, alle Americhe e le Antille.


La repressione verso gli indigeni che si rifiutavano di abbandonare le loro monete Africane – quali barre di gomma, ferro, rame o sale, manillas, conchiglie, cotone, perle, ecc.- per il franco francese fu feroce. Nel 1925 sarà incluso nel nuovo Code de l’indigénat, (codice di giustizia amministrativa che si applicava solo alle persone definite indigene), l’obbligo di utilizzare il franco francese nelle transazioni commerciali sotto pena di punizione.


Leggere articolo su RESET : https://www.reset.it/caffe-europa/il-saggio-il-franco-cfa-una-moneta-iper-coloniale

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